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Aprire un’impresa in Italia: guida alle pratiche burocratiche

Avere un’idea imprenditoriale è il primo passo. Ma trasformarla in un’impresa reale, in Italia, significa fare i conti con un percorso burocratico che spesso scoraggia anche i più determinati. Autorizzazioni, codici, uffici, scadenze: se nessuno te lo spiega in modo chiaro, il rischio è perdersi — o peggio, commettere errori che costano tempo e denaro.

In questo articolo ti guidiamo passo dopo passo attraverso tutte le pratiche amministrative necessarie per aprire un’impresa in Italia, in modo che tu sappia esattamente cosa fare, in quale ordine e a chi rivolgerti.

1. Scegliere la forma giuridica

Prima ancora di aprire qualsiasi pratica, devi decidere come strutturare la tua impresa. La forma giuridica determina responsabilità, tassazione, costi di gestione e obblighi amministrativi.

Le opzioni più comuni sono:

  • Ditta individuale – la più semplice e rapida da aprire, adatta per chi lavora da solo
  • Società a responsabilità limitata (SRL) – la più diffusa tra le PMI, tutela il patrimonio personale
  • Società in nome collettivo (SNC) – indicata per attività con più soci, ma con responsabilità illimitata
  • Società per azioni (SpA) – per realtà più strutturate e con capitali importanti

Ogni scelta ha implicazioni fiscali, legali e operative diverse. È il momento in cui il supporto di un professionista fa la differenza.

2. Aprire la partita IVA

La partita IVA è il codice fiscale della tua attività. Si richiede all’Agenzia delle Entrate, gratuitamente, tramite modello AA9/12 (per persone fisiche e ditte individuali) o AA7/10 (per società).

Puoi presentare la domanda:

  • Online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate
  • Di persona presso qualsiasi ufficio territoriale
  • Tramite un intermediario abilitato (CAF, commercialista, consulente)

In questa fase devi anche scegliere il codice ATECO, ovvero il codice che identifica l’attività economica che svolgerai. La scelta del codice corretto è fondamentale: influisce sul regime fiscale applicabile, sui contributi previdenziali e sulle eventuali autorizzazioni necessarie.

3. Iscrizione al Registro delle Imprese

Tutte le imprese, a eccezione di alcune categorie particolari, devono essere iscritte al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio (CCIAA) della provincia in cui ha sede l’attività.

L’iscrizione avviene tramite la Comunicazione Unica (ComUnica), uno sportello telematico che permette di avviare in un’unica procedura le pratiche verso:

  • Camera di Commercio
  • Agenzia delle Entrate
  • INPS
  • INAIL

Per le società, prima dell’iscrizione è necessario l’atto costitutivo redatto da un notaio. Per le ditte individuali, la procedura è più snella e può essere gestita anche senza notaio.

4. Iscrizione all’INPS e all’INAIL

L’apertura di un’impresa comporta l’obbligo di iscriversi agli enti previdenziali:

  • INPS – per il versamento dei contributi previdenziali dell’imprenditore (e dei dipendenti, se presenti). I lavoratori autonomi si iscrivono alla Gestione Separata o alla Gestione Artigiani e Commercianti, a seconda dell’attività.
  • INAIL – obbligatorio in presenza di dipendenti o per determinate categorie di lavoratori autonomi esposti a rischi professionali. Copre gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Grazie alla Comunicazione Unica, queste iscrizioni vengono gestite contestualmente all’iscrizione alla Camera di Commercio.

5. SCIA e autorizzazioni specifiche

A seconda del settore in cui operi, potresti aver bisogno di ulteriori autorizzazioni prima di iniziare l’attività. Lo strumento principale è la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che si presenta al Comune e consente di avviare l’attività immediatamente, senza attendere un’autorizzazione esplicita.

Tuttavia, alcune attività richiedono invece una licenza o autorizzazione preventiva: ristorazione, commercio, attività sanitarie, agenzie di viaggio, trasporti, servizi finanziari. In questi casi i tempi si allungano e la documentazione richiesta è più articolata.

6. Aprire un conto corrente aziendale

Le società di capitali (come la SRL) sono obbligate per legge ad avere un conto corrente intestato all’impresa. Per le ditte individuali non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato per tenere separata la gestione finanziaria personale da quella aziendale — e per avere una contabilità ordinata fin dall’inizio.

Il conto aziendale è anche indispensabile per accedere a finanziamenti, partecipare a bandi o richiedere garanzie bancarie.

7. Adempimenti fiscali e contabili

Una volta operativa, l’impresa deve rispettare una serie di obblighi continuativi:

  • Tenuta della contabilità (semplificata o ordinaria, a seconda del regime)
  • Liquidazioni e versamenti IVA (mensili o trimestrali)
  • Dichiarazioni fiscali annuali
  • Gestione delle buste paga se ci sono dipendenti

Affidarsi a un commercialista o a una struttura specializzata non è un costo: è un investimento che evita sanzioni e permette di concentrarsi sul proprio business.

Aprire un’impresa è complesso, ma non devi farlo da solo

Come hai visto, aprire un’impresa in Italia richiede di muoversi su più fronti contemporaneamente, rispettando scadenze, uffici e normative che cambiano in base al settore e alla forma giuridica scelta.

La buona notizia è che non devi gestire tutto da solo.

La nostra agenzia è specializzata nel supporto alle imprese in ogni fase: dalla scelta della forma giuridica alla gestione delle pratiche amministrative, dall’iscrizione agli enti fino al primo adempimento fiscale. Ti aiutiamo a partire nel modo giusto, senza errori e senza stress.

Contattaci per una consulenza gratuita e scopri come possiamo accompagnarti dall’idea all’apertura.

PRORETI srls -Agenzia per le Imprese
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